Auguri di Buon Natale

Con le parole del Direttore, l’Istituto augura a voi un Buon Natale!

Istituto e segreteria saranno chiusi dal 23 dicembre al 9 gennaio.

 

Ancora una volta celebreremo il Natale condizionati dalle fastidiose, ma necessarie limitazioni, che una pandemia ormai troppo lunga ci costringe ad osservare.

Le continue variazione del virus, le precauzioni che scegliamo responsabilmente di adottare quando ci incontriamo, non solo negli assembramenti, incidono sulla prossimità, l’intensità e il coinvolgimento nelle relazioni, anche le più care. Le fisionomie, le espressioni non verbali, così importanti per il primo approccio e nella comunicazione consueta, sono ovattate e rallentate dalla mascherina perennemente incollata sui nostri volti.

Per di più le posizioni personali circa la validità dei vaccini sono divisive perfino nei legami tra familiari, colleghi e amici. Siamo tenuti ad una cautela ancora maggiore e ad un controllo più consapevole per non dare adito a contrapposizioni inutili, senza via d’uscita.

Gli idranti sparati senza nessun ritegno, nonostante un clima quasi artico, su bambini, donne e uomini inermi per “difendere i confini” dal pericoloso assalto di persone ree di fuggire dalla guerra, dalla violenza, dalla fame e, se cristiani, dalla persecuzione, mettono allo scoperto l’inconsistenza del sentimento base di ogni vita civile e democratica, cioè il rispetto e la valorizzazione di ogni persona, qualora si tratti di comporre interessi contrastanti.

Nel crepuscolo dell’indifferenza generale e del ripiegamento su sé stessi che avvolge l’Europa in questo triste periodo, c’è chi ha il coraggio di accendere luci verdi per offrire nelle proprie case, senza clamore alcuno, ospitalità ai respinti dai paladini dell’ordine e della sicurezza.

Ma la vera sicurezza mette radici solo in un’interiorità che sa predisporsi all’incontro con il volto dell’altro, soprattutto se segnato dalla fragilità, dal bisogno e dal limite. Il resto è una pura illusione.

Solo addestrando ogni giorno, con costanza e pazienza la nostra sensibilità per scoprire e sperimentare la ricchezza della nostra umanità, quando si predispone ad amare e condividere, non avremo più paura dell’imprevisto, resisteremo all’impoverimento relazionale di ogni pandemia, e il futuro ci apparirà come una nuova occasione per crescere interiormente.

Nel Natale Dio ha deciso di farsi conoscere proprio così, assumendo e attraversando consapevolmente le nostre povertà per accendere per sempre la luce verde della sua tenerezza, della sua accoglienza e del suo perdono verso tutti, proprio tutti, incurante dell’arroganza dei potenti.

Perché la luce del Natale ci illumini sempre, Buon Natale!

p. Giuliano Stenico