Orlando Medina

Affinché la formazione professionale vada oltre la mera preparazione tecnica, è fondamentale che si concentri sullo sviluppo di competenze globali e su una cultura della produttività e dell’etica del lavoro.
Il modello deve essere considerato uno strumento di trasformazione individuale e collettiva, in grado di generare un circolo virtuoso di prosperità.
La metodologia «Emprender 360»
Iniziative come quella dell’Associazione Civile Trabajo y Persona dimostrano che la formazione non deve essere solo tecnica, ma anche umana. La loro metodologia, nota come «Emprender 360», punta proprio a questo approccio integrale. Questa metodologia si articola attorno a tre pilastri essenziali:
- Formazione tecnica (saper fare): Formazione specifica in un mestiere molto richiesto (gastronomia, cioccolateria, idraulica, elettricità, strumentazione, informatica, ecc.), garantendo qualità ed eccellenza professionale.
- Formazione Umanistica (essere): Sviluppo di competenze trasversali fondamentali per la vita lavorativa e sociale, quali la responsabilità, la puntualità, l’etica, il lavoro di squadra, l’autostima e la resilienza. Questo pilastro è fondamentale per ripristinare la dignità e la fiducia in se stessi, specialmente nelle popolazioni vulnerabili.
- Formazione all’Imprenditorialità (saper intraprendere): Fornisce gli strumenti amministrativi, finanziari e di marketing necessari affinché i diplomati possano creare le proprie imprese o inserirsi in modo creativo nel mercato del lavoro.
Questo approccio assicura che il diplomato non solo trovi un impiego, ma sia un protagonista nella generazione di valore e ricchezza, combattendo la mentalità di dipendenza e assistenzialismo.
L’imprenditorialità come motore dello sviluppo inclusivo
Nel contesto venezuelano, dove il mercato del lavoro formale ha subito una forte contrazione, l’autoimpiego e l’imprenditorialità sono diventati la via principale per una sussistenza dignitosa. L’educazione al lavoro deve, quindi, essere intrinsecamente legata alla promozione della microimpresa.
La promozione dell’imprenditorialità inclusiva ha un duplice impatto:
- Impatto economico: trasforma l’economia dalla base, creando catene del valore locali più resilienti alle crisi macroeconomiche. Progetti come «Venezuela Tierra de Cacao» sono chiari esempi di come la formazione in un mestiere tradizionale possa trasformarsi in un’attività produttiva e di esportazione, ancorando le comunità ai loro territori.
- Impatto sociale e di genere: molte iniziative si concentrano sulla formazione delle donne in situazioni di vulnerabilità. Acquisendo una professione e la capacità di generare reddito, queste donne diventano agenti di cambiamento nelle loro famiglie e comunità, migliorando la sicurezza alimentare e l’istruzione dei propri figli e ridefinendo il loro ruolo sociale.
Sfide e sostenibilità
Nonostante il successo di queste metodologie, esistono sfide strutturali che devono essere affrontate per sostenere l’impatto della formazione professionale su larga scala.
Struttura dell’INCES: L’Istituto Nazionale di Cooperazione Educativa e Socialista (INCES), l’ente legalmente incaricato della formazione tecnica, necessita innanzitutto di un’assoluta depoliticizzazione delle sue funzioni e di un profondo aggiornamento dei suoi programmi e metodi per adattarsi alle esigenze dell’economia moderna e alle nuove tecnologie. È fondamentale che lo Stato, in collaborazione con il settore privato, rivitalizzi questa istituzione affinché funzioni come un vero e proprio incubatore di talenti produttivi.
Collegamento con il settore produttivo: la formazione deve essere promossa dal settore imprenditoriale reale. Le alleanze tra centri di formazione (come Fe y Alegría o Trabajo y Persona) e le imprese (alleanze con la Camera dell’Industria o le Camere di Commercio) sono essenziali per garantire che i mestieri insegnati siano pertinenti e che esista un percorso chiaro verso l’inserimento lavorativo o la creazione di unità socio-produttive sostenibili.
Finanziamento: La dipendenza dalla cooperazione internazionale o dalle donazioni rende il modello vulnerabile. È necessario un modello di finanziamento misto (pubblico-privato-sociale) che assicuri la scalabilità della formazione, consentendo a migliaia di giovani e adulti in tutto il Paese di accedere a programmi di alta qualità che permettano loro, infine, di garantire una vita dignitosa a tutti i cittadini.
Questo sviluppo integra la critica iniziale, descrive in dettaglio le soluzioni metodologiche in corso e presenta le sfide necessarie per garantire la pertinenza e la sostenibilità dell’educazione al lavoro come vera spina dorsale del futuro produttivo del Venezuela.
Una vera visione di ciò che è possibile realizzare attraverso la concretizzazione dell’Educazione per il Lavoro ci viene presentata dal professor ANTONIO PÉREZ ESCLARIN sulla base della sua esperienza in Fé y Alegría, maturata in oltre 50 anni al servizio dell’Educazione Popolare che questa istituzione educativa promuove e sviluppa in Venezuela.
Nell’opera «Educar para Humanizar» egli sviluppa la tesi secondo cui l’Educazione non può limitarsi alla trasmissione di conoscenze accademiche, ma deve concentrarsi sullo sviluppo integrale della persona. In relazione al tema dell’Educazione al Lavoro, questo testo è fondamentale perché:
- Demistifica il Lavoro come un fardello: lo presenta come un’attività che ci avvicina al Creatore e che permette al giovane di inserirsi nella società con dignità.
- Critica l’utilitarismo Sostiene che l’EpT non serve a produrre ingranaggi per il mercato, ma a formare soggetti che trasformino il proprio ambiente.
Una Proposta Federativa, sebbene sia un documento istituzionale, si vede che la penna e il pensiero di Pérez Esclarin sono stati il motore intellettuale dietro questa proposta. In esso si definisce l’EpT come un asse trasversale che attraversa tutti i livelli educativi, dalla Primaria alla formazione tecnico-professionale.
«L’Educazione al Lavoro in Fe y Alegria non è un’opzione per chi non può studiare, ma una pedagogia dell’eccellenza che insegna a pensare con le mani e a creare con il cuore». Questa citazione di Esclarin, tratta dal suo libro sull’EpT, è la migliore testimonianza dell’importanza di questo modo di agire in circostanze così particolari come quelle che stiamo vivendo in questo momento nella nostra amata Venezuela. Grazie, professor Pérez Esclarin, per tanto affetto e per la disponibilità a condividere questo bagaglio di conoscenze con i nostri giovani.
In sintesi, possiamo sottolineare che ciò che si potrà ricostruire in un futuro non troppo lontano in materia di EpT è altamente incoraggiante e positivo, vista l’esperienza che questo tema ci ha lasciato e la necessità di reinventarci per innovare e passare all’Eccellenza nella concretizzazione di quel significativo Progetto Nazionale denominato EDUCAZIONE PER IL LAVORO.
Orlano Medina avvocato, è presidente del Centro di politica pubblica IFEDEC a Caracas (Venezuela)
Pubblicazione in collaborazione con la rivista venezuelana Revista SIC.

