Una serie di associazioni ed enti impegnati nel lavoro sociale hanno redatto un manifesto di categoria per la valorizzazione e la difesa professionali degli operatori e operatrici del settore.

I. Il lavoro di cura difende il benessere di tutti
Fate sparire per un giorno solo le educatrici e gli educatori, le e gli insegnanti, le e gli assistenti sociali, le operatrici e gli operatori di comunità, le e i badanti, le psicologhe e gli psicologi dei consultori, le e gli oss delle Rsa, le e i cooperanti. Guardate cosa rimane. Rimangono anziani soli che non sanno come alzarsi dal letto. Rimangono ragazzi a rischio senza nessuno che li intercetti. Rimangono classi senza qualcuno che tenga insieme una comunità di bambini e adolescenti che spesso portano in aula il peso del mondo. Rimangono famiglie con una persona con disabilità abbandonate a se stesse. Rimangono donne in difficoltà che non sanno a chi rivolgersi. Rimangono persone in crisi senza nessuno che sappia come starci accanto. E quando questi professionisti non ce la fanno più — quando si dimettono, vanno in burnout, cambiano mestiere — quel vuoto non si riempie in fretta: perché questo lavoro richiede anni per essere imparato davvero, e si impara stando accanto alle persone, non sui libri. Ma c’è un punto ulteriore che non possiamo ignorare: molte delle condizioni che oggi attraversano la società — disabilità, cronicità, fragilità complesse — non chiedono interventi occasionali, ma continuità, integrazione, responsabilità condivisa nel tempo. Senza questa capacità di presa in carico, il sistema non solo si indebolisce: smette di essere affidabile. Il risultato lo pagano i più fragili per primi. Ma lo paga anche chi fragile non si considera ancora. Perché la vulnerabilità può raggiungere tutti, e prima di quanto pensiamo. Difendere chi si prende cura non è un gesto di generosità verso una categoria. È difendere noi stessi.
II. Il lavoro sociale è lavoro qualificato, oltre che vocazionale
Per molto tempo la cura è stata raccontata solo come vocazione, missione, dono. Dimensioni ispiratrici, che esigono oggi di essere riconosciute per il loro valore strutturato: è venuta l’ora di parlare di lavoro. Lavoro vero, spesso duro, qualificato. Chi accompagna una persona con disabilità costruisce percorsi di autonomia che richiedono anni di formazione e una resistenza emotiva che pochi mestieri esigono. Chi educa un bambino in condizione di fragilità in Italia e in tante altre parti del mondo porta su di sé una responsabilità enorme, compie un’impresa di altissimo valore e lo fa a nome di tutta la società. La “passione” si traduce in competenza e la “dedizione” diventa fatica professionale: in quanto tali non possiamo continuare a non valorizzarle, a non tutelarle, a non rispettarle. Se non lo faremo, continueremo a perderle.
III. I professionisti del sociale vanno pagati in modo equo
Il tema salariale è reale e urgente e va affrontato senza sconti. Ci sono professionisti del sociale che faticano a pagare le spese di prima necessità, come la casa, e a cui sono preclusi progetti di vita come la costruzione di una famiglia. Serve una remunerazione migliore. Oltre a questo, la crisi del lavoro sociale è strettamente connessa a una crisi di riconoscimento: di stima pubblica, di considerazione civica, di narrazione collettiva. Chi lavora nel sociale si sente invisibile, sottovalutato. Questa percezione non è un capriccio: è il riflesso fedele di come una società intera ha scelto di guardare — o meglio, di non guardare — chi si prende cura di lei. Riconoscere il lavoro sociale significa riconoscere un’infrastruttura essenziale del Paese: quella che tiene insieme servizi, famiglie e comunità, e che rende possibile, ogni giorno, la vita delle persone nelle situazioni di maggiore fragilità e dei loro familiari.
IV. Il welfare è un investimento redditizio
Occorre mettere la cura al centro del discorso pubblico. Smettere di trattare il welfare come una voce di costo da comprimere e cominciare a vederlo per quello che è: l’investimento più redditizio che una società possa fare su sé stessa. Ogni euro speso in educazione, assistenza, salute mentale, supporto alle famiglie è un euro che evita dieci euro di emergenza. Ma soprattutto, è un euro che dice a ogni cittadino che non sarà lasciato solo: l’esperienza di cura è una formidabile pratica di responsabilità e partecipazione democratica. Questo richiede un salto di qualità: superare la frammentazione tra sanitario e sociale, costruire percorsi realmente integrati, garantire continuità della cura lungo tutto l’arco della vita, favorire la libertà di azione dei soggetti sociali affinché si realizzi concretamente il principio di sussidiarietà. Questo è il patto civile che vogliamo valorizzare. Questo è il patto che rischiamo di perdere.
V. Il lavoro di cura è un lavoro aperto a tutti: uomini e donne
Il personale maschile nelle scuole dell’infanzia non arriva all’1%. Nelle Rsa, nei consultori, nelle comunità educative, a reggere il welfare sono quasi sempre donne. Questo sbilanciamento deriva da una cultura che ha assegnato alle donne la responsabilità della cura. Ma è anche un’occasione mancata. Il lavoro di cura e di educazione offre ciò che molti cercano in un mestiere: senso, relazione, impatto reale sulla vita delle persone. Per i giovani uomini che cercano un lavoro con significato, è una frontiera quasi inesplorata e c’è bisogno di loro. In questi mondi la presenza maschile manca e si sente. Prendersi cura è una delle competenze più richieste, più difficili e più umane che esistano. Vale per le donne e vale per gli uomini.
PROPONENTI:
ABF ANDREA BOCELLI FOUNDATION ENTE FILANTROPICO • ACLI ASSOCIAZIONI CRISTIANE LAVORATORI ITALIANI • ACTIONAID • AGESCI ASSOCIAZIONE GUIDE E SCOUTS CATTOLICI ITALIANI • AGOP ETS ASSOCIAZIONE GENITORI ONCOLOGIA PEDIATRICA • AIC ASSOCIAZIONE ITALIANA CELIACHIA • AIL ASSOCIAZIONE ITALIANA CONTRO LE LEUCEMIE-LINFOMI E MIELOMA ETS • AIRC FONDAZIONE PER LA RICERCA SUL CANCRO • AISLA ASSOCIAZIONE ITALIANA SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA APS • AISM APS ETS ASSOCIAZIONE ITALIANA SCLEROSI MULTIPLA • AMREF HEALTH AFRICA • ANCC-COOP ASSOCIAZIONE NAZIONALE COOPERATIVE DI CONSUMATORI • ANFFAS NAZIONALE ETS APS ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI FAMIGLIE E PERSONE CON DISABILITÀ INTELLETTIVE E DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO • ANPAS ASSOCIAZIONE NAZIONALE PUBBLICHE ASSISTENZE • ANT FONDAZIONE FRANCO PANNUTI ETS • ARCHÉ • ARCI • ASSOCIAZIONE DON BOSCO 2000 • AVIS NAZIONALE ASSOCIAZIONE VOLONTARI ITALIANI SANGUE • AVSI ASSOCIAZIONE VOLONTARI PER IL SERVIZIO INTERNAZIONALE • CASA RONALD MCDONALD ITALIA ETS • CBM ITALIA ETS • CESVI FONDAZIONE ETS • CGM CONSORZIO GINO MATTARELLI • CIAI CENTRO ITALIANO AIUTI ALL’INFANZIA • CITTADINANZATTIVA • CONFARTIGIANATO PERSONE ANAP ASSOCIAZIONE NAZIONALE ANZIANI E PENSIONATI • CONSORZIO NAZIONALE IDEE IN RETE • COOPI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE • CSI CENTRO SPORTIVO ITALIANO • FEDERAZIONE ALZHEIMER ITALIA • FEDERSOLIDARIETÀ CONFCOOPERATIVE • FISH ETS FEDERAZIONE ITALIANA PER IL SUPERAMENTO DELL’HANDICAP • FONDAZIONE ASILO MARIUCCIA ETS • FONDAZIONE BANCO ALIMENTARE ETS • FONDAZIONE CAVE CANEM ETS • FONDAZIONE DON GNOCCHI ETS • FONDAZIONE DYNAMO CAMP ETS • FONDAZIONE EDOARDO GARRONE ETS • FONDAZIONE EOS EDISON ORIZZONTE SOCIALE ETS • FONDAZIONE EXODUS • FONDAZIONE FRANCESCA RAVA N.P.H. ITALIA ETS • FONDAZIONE GOLINELLI • FONDAZIONE HUMAN AGE INSTITUTE MANPOWER • FONDAZIONE LAUREUS SPORT FOR GOOD ITALIA ETS • FONDAZIONE LEGA DEL FILO D’ORO ETS • FONDAZIONE LIBELLULA • FONDAZIONE MARIO DIANA ETS • FONDAZIONE OPERA SAN FRANCESCO PER I POVERI ETS • FONDAZIONE PIEMONTESE PER LA RICERCA SUL CANCRO ETS • FONDAZIONE PIETRO PITTINI ETS • FONDAZIONE PROGETTO ARCA ETS • FONDAZIONE S.O.S IL TELEFONO AZZURRO ETS • FONDAZIONE TELETHON • FONDAZIONE TRIULZA • FONDAZIONE VINCENZO CASILLO • FONDAZIONI DI COMUNITÀ CAMPANE • FONDO FILANTROPICO ITALIANO ETS • INTERSOS ORGANIZZAZIONE UMANITARIA ETS • JA JUNIOR ACHIEVEMENT ITALIA • LAV LEGA ANTI VIVISEZIONE • LEGACOOPSOCIALI • MCL MOVIMENTO CRISTIANO LAVORATORI • MISERICORDIE CONFEDERAZIONE NAZIONALE D’ITALIA • MISSIONI DON BOSCO VALDOCCO • OSA COOPERATIVA OPERATORI SANITARI ASSOCIATI • PIO ISTITUTO DEI SORDI • SAVE THE CHILDREN ITALIA ETS • SISCOS ASSOCIAZIONE PER LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE • SOCIETÀ NAZIONALE DI MUTUO SOCCORSO CESARE POZZO ETS • TORINO SOCIAL IMPACT • UILDM UNIONE ITALIANA LOTTA ALLA DISTROFIA MUSCOLARE • UNEBA LOMBARDIA • VIDAS ODV • WEWORLD ETS

